La Libertà nella Verità è l’aspettativa di ogni cuore umano che si mette in cerca del senso della propria storia e ha bisogno di confrontarsi, su un terreno solido, con un significato che supera ogni descrizione soggettiva e relativista. La fede in Cristo Gesù si offre come uno “stare e comprendere” che permette all’uomo di afferrare il senso della sua vita e orientare ad esso la sua libertà.
Essa include, infatti, l’idea di verità, di stabilità, di fondamento sicuro, di terreno solido, come pure i significati di fedeltà, di confidenza, di aver fiducia, di attenersi a qualcosa, di credere in qualche cosa. La fede in Dio assume allora l’aspetto di un mantenersi uniti a Dio, tramite il quale l’uomo acquista un solido appoggio per la sua vita. La fede ci viene così descritta come una presa di posizione, come un fiducioso piantarsi sul terreno della parola di Dio.
J. Ratzinger, Introduzione al Cristianesimo, 62.
Nella contemporaneità, relativista e soggettivista, si è andata creando una spaccatura tra la Libertà, intesa come piena realizzazione della dignità dell’uomo, e la fede, che ci consegna la Verità. Occorre tenere desta la sensibilità per la ricerca della verità e confrontarsi con la ragionevolezza della fede per poter permettere all’umanesimo cristiano di mostrare il suo valore rivelativo per ogni uomo. Tutto ciò è possibile solo se il cristianesimo recupera la sua credibilità e supera il pregiudizio postmoderno che lo confina tra le credenze personali e opinabili. La fede si propone come una verità oggettiva che ha il compito di interpretare e dare senso alla libertà. L’annuncio della fede dev’essere generativo e confrontarsi con le grandi questioni che interpellano l’animo umano.


Le domande che guidano la nostra ricerca sono riassumibili intorno a tre questioni. La prima è comprendere quali trasformazioni di fatto incidono maggiormente sulla possibilità di cogliere la fede come orizzonte di senso orientativo della vita: che fine ha fatto Dio nella postmodernità? Come è ancora possibile parlare di Lui davanti alle trasformazioni culturali di un mondo che tende a riconoscere come reale solo ciò che è empiricamente dimostrabile o producibile attraverso la tecnica? La seconda questione è quella di rendere evidente come interrogandoci su Dio ci permette di comprendere sempre di più la vita dell’uomo; in questo la fede, consegnandoci il contenuto della Rivelazione, ci guida a riconoscere in Cristo non solo la manifestazione del volto di Dio, ma anche la verità sull’uomo. La terza questione è quella di descrivere come la fede, se si allea con la ragione, diventa la risposta di senso alla domanda di libertà dell’uomo.
Un sentiero da percorrere
Il compito da assumersi è quello di riconoscere in Cristo Gesù il modello e il fondamento con cui confrontarsi per realizzare in pieno la nostra umanità; credere, dunque, oltre ad essere un atto conforme alla ragione umana, è anche l’esercizio pieno di libertà.

